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STEREOTIPO - P.S.I. Parole di Senso Incompiuto

  • Immagine del redattore: MiryamPinottiPsicologa
    MiryamPinottiPsicologa
  • 4 lug 2021
  • Tempo di lettura: 2 min

Buona settimana a tutti e bentornati nel mio blog!

Una parola, poche e semplici righe per intravederne il significato e solleticare la curiosità.


Avete mai immaginato la nostra mente come un districatissimo crocevia di sentieri?

Molti di essi si intersecano, altri scorrono paralleli fra loro, di alcuni non si vede la fine, altri appaiono più brevi e lineari, alcuni rimarranno per sempre inesplorati, su altri tendiamo a tornarci spesso.


Lo Stereotipo è una scorciatoia mentale, che rende possibile semplificare la realtà ed arrivare prima ad una certa conclusione o convinzione. Basandoci sugli stereotipi talvolta orientiamo le nostre scelte ed i comportamenti, ma, come sempre accade, c’è una quota di rischio nell’imboccare la scorciatoia: che questa ipersemplifichi , distorcendoli, i fenomeni che osserviamo e che si sconfini nel pregiudizio.


La parola Stereotipo fonde i due termini greci stereòs, rigido, e tupòs, che si può tradurre con impronta; si trattava anticamente degli stampi topografici grazie ai quali si creavano le copie di un giornale, tutte uguali fra loro. È come avere una sorta di timbro di matrice socio-culturale, composto da credenze, aspettative o conoscenze con cui bollare e categorizzare.

Indubbiamente comodi e facilmente replicabili, gli stereotipi bloccano sul nascere un pensiero ragionato, perché lo anticipano, evitando la fatica e balzando dritti alla conclusione.

Proprio per le loro caratteristiche di prevedibilità e semplicità, gli stereotipi sono molto rassicuranti, infondono la sensazione di aver capito, di avere un ordine mentale e di aver chiaro il comportamento che ne conseguirà. Chi prova ad estirpare uno stereotipo sa bene quanto esso possa radicarsi in una cultura o in un individuo, ben difeso da chi ha troppa paura del vuoto che lascerebbe quella pianta sradicata.


Tutti noi, continuamente e spesso inconsciamente, veniamo attratti dalle scorciatoie di pensiero, e scegliamo la strada dello stereotipo per arrivare prima alla fine. Credo, però, che iniziare a notare quando questo avvenga, relativamente a quali tematiche, seguendo quale corrente di pensiero e (domanda difficilissima) perché tendiamo a farlo, possa renderci persone migliori, permettendoci di scoprire sentieri magari più lunghi, ma che certamente daranno maggiore soddisfazione.


Walter Lippman, un giornalista e politologo americano, scriveva che

“non c’è nulla di più refrattario all’educazione, o alla critica, dello stereotipo” e che

“nella maggioranza dei casi noi definiamo non dopo, ma prima di aver visto.”

Forse converrebbe prendersi del tempo, almeno qualche volta, per definire.

 
 
 

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